Body cam per gli arbitri: come cambia la Serie A vista in tv

Il mondo del calcio è in continua evoluzione, non solo sul campo ma anche nelle modalità di fruizione da parte dei tifosi in tv. Quello del prossimo anno sarà ancora una volta un campionato ultra seguito dagli appassionati, in fremente attesa per l’inizio della stagione regolare ma con un occhio, ogni giorno, alle notizie sportive che restituiscono novità sul piano del calciomercato. Tutti i fari saranno puntati sulla lotta per lo Scudetto naturalmente, che quest’anno potrebbe riservare più sorprese rispetto all’anno scorso, sebbene le indicazioni delle scommesse sulla vincente del campionato di Serie A individuano ancora in Napoli e Inter le attuali protagoniste del calcio italiano. Ma la vera novità riguarda gli strumenti a disposizione degli arbitri e se la nuova regola sul rinvio dei portieri ha già fatto storcere il naso a molti, la rivoluzionaria body cam sembra ottenere più consensi da parte di tifosi e addetti ai lavori.

Cosa sono le body cam

Già note in altri ambiti non sportivi, le body cam, come spiega il nome stesso, sono delle telecamere indossate direttamente sul corpo di un individuo, in questo caso degli arbitri di calcio. Queste telecamere indossabili promettono un cambio di prospettiva radicale: non più il punto di vista dei droni o riprese dallo stadio, ma quello autentico del direttore di gara, immerso nel cuore dell’azione. Finora solo immagini televisive, replay in 2D e l’ormai familiare VAR hanno caratterizzato il racconto visivo del calcio; con questo strumento, gli spettatori avranno la sensazione di seguire la partita “come se fossero l’arbitro”.

Sono telecamere piccole, leggere e discrete, posizionate sulla divisa o sulla testa del direttore di gara. E ovviamente trasmettono immagini in tempo reale a regia e broadcaster. La tecnologia utilizza lenti ad alta definizione, stabilizzazione ottica avanzata e angoli di visuale calibrati per evitare distorsioni. Inoltre, le telecamere sono dotate di microfoni integrati per captare suoni ambientali: fischi, comandi verbali degli arbitri, l’impatto della palla, i commenti del pubblico. Collegandosi a unità di trasmissione wireless, le body cam forniscono flussi multimediali sincronizzati con le altre camere, per essere utilizzati in modalità pictureinpicture o anche come feed principale in fase di replay.

Un nuovo modo di guardare il calcio in tv

L’introduzione delle body cam cambierà l’esperienza degli spettatori in modo profondo. Innanzitutto, permetterà di entrare nella testa dell’arbitro, seguendo le sue scelte, i dubbi sul fallo, la distanza dal gioco in presa diretta. Questo punto di vista “first person” arricchirà le telecronache: immaginate, infatti, il commentatore che durante la telecronaca racconta l’andamento della gara con in sovraimpressione le immagini in prima persona del direttore di gara dal campo.

 

Le body cam però serviranno anche per migliorare l’uso del replay: non si avrà dunque solo le angolature dai bordi del campo ma anche il punto di vista dell’arbitro, e quindi se ha potuto vedere precisamente l’azione e l’eventuale fallo, se non era coperto da altri giocatori e quindi se si è accorto di un possibile contatto tra calciatori. Uno strumento quindi che aiuterà a comprendere meglio la dinamica del fallo, rafforzando la trasparenza delle decisioni. Potrebbe cambiare in meglio il gioco del calcio così come fatto dal VAR. E questo potrà essere portato anche in giro per le scuole di arbitraggio, così da far maggiormente comprendere le analisi tattiche anche dei direttori di gara e le decisioni da prendere. Corsi che serviranno anche per far capire cosa significa decidere in frazione di secondo, sotto pressione.