Illuminazione a LED: come risparmiare con questa tecnologia

Illuminazione a LED: come risparmiare con questa tecnologia

L’illuminazione a LED si basa su questo componente elettronico che, al passaggio di una minima corrente, emette una luce priva di infrarossi ed ultravioletti, accendendosi immediatamente.

La tecnologia LED (acronimo che sta per Light-Emitting Diodes) rappresenta l’evoluzione dell’ illuminazione allo stato solido, in cui la generazione della luce è ottenuta attraverso semiconduttori anziché utilizzando un filamento o un gas. L’illuminazione LED è più efficiente dal punto di vista energetico, ha una durata maggiore ed, inoltre, risulta più sostenibile.
Inoltre, si tratta di un tipo di illuminazione che consente innovative e creative soluzioni di utilizzo dal momento che è possibile trovare un’illuminazione LED da esterno, un’illuminazione LED da interno ma è anche possibile utilizzare un’illuminazione LED pubblica, nei negozi e nelle città. Proprio per questo motivo, dunque, i LED sono destinati, nel tempo, a sostituire le lampade tradizionali ad incandescenza e le lampade a fluorescenza.

Risparmio energetico dato dall’illuminazione a LED

Il risparmio energetico lo si ha sia che si decida di utilizzare un’illuminazione LED da interno, sia che si scelga un’illuminazione LED da esterno. Questo è possibile grazie all’elevato illuminamento caratteristico delle lampade e lampadine a led. Dunque, è possibile sostituire con esse anche le lampade fluorescenti (compatte o al neon) con equivalenti a led le quali sono in grado di consumare una quantità inferiore di energia, cioè di potenza (in watt) decisamente inferiore, conseguendo un rilevante risparmio economico.

Facciamo un esempio pratico. E’ possibile sostituire una normale lampada al neon da 40 W (del tipo T8 da 26 mm di diametro e 120 cm di lunghezza) con un “tubo a led” (composto da quasi 300 piccoli led) che consuma non più di 17 W.
In questo caso specifico, ipotizzando un costo dell’energia elettrica di 0,15 €/kWh e un uso medio di 6 ore al giorno, il consumo annuo con le due diverse lampade sarebbe, rispettivamente, di 87,6 kWh e di 37,2 kWh. Stando a questi numeri, il risparmio annuo nell’usare la lampada a led al posto di quella fluorescente al neon sarebbe di 50,4 kWh, e dunque di 7,5 €.
Provate solo ad immaginare cosa potrebbe succedere se si decidesse di optare per un’illuminazione a LED pubblica. Il risparmio pubblico sarebbe decisamente alto.

Durata dei LED

I LED sono perfettamente in grado di mantenere il 70% dell’emissione luminosa iniziale ancora dopo 50.000 ore, secondo gli standard EN50107. Detto questo, non significa che sia comunque necessario sostituirli dopo tale periodo: se tale riduzione non crea eccessivi fastidi si possono tranquillamente utilizzare fino alla completa perdita di luminosità, stimata in 100.000 ore.
Facendo un breve confronto tra la durata dell’illuminazione a LED e quella delle lampade tradizionali ed ipotizzando un funzionamento medio di 6 ore al giorno, notiamo che:

  • la vita media di una lampadina a filamento è di circa 1000/1500 ore (250 giorni)
  • la vita media di una lampada a scarica è di 4.000 ore circa (666 giorni)
  • la vita media di una lampada fluorescente è di 6.000 ore (1.000 giorni)
  • la vita media di una lampada a led è di 50.000 ore (8.333 giorni)

Efficenza luminosa

L’efficienza luminosa di una sorgente di luce non è altro che il rapporto tra il flusso luminoso e la potenza in ingresso. Questa particolare dimensione viene espressa in lumen/watt.
Il flusso luminoso è definito in base alla percezione soggettiva dell’occhio umano medio e corrisponde ad una particolare curva all’interno dello spettro della luce visibile. Una lampadina emette radiazioni anche al di fuori della banda visibile, in genere nell’infrarosso e nell’ultravioletto, i quali non contribuiscono alla sensazione di luminosità. Una lampada ha una maggiore efficienza luminosa quanto più è in grado di emettere uno spettro adatto alla percezione umana.

Attualmente i led hanno un efficienza luminosa fino a 120 lm/W, rispetto ai:

  • 13 lm/W delle lampade ad incandescenza
  • 16 lm/W per le alogene
  • 50 lm/W per le fluorescenti

L’illuminazione a LED Non inquina e non contiene sostanze pericolose

L’illuminazione a LED per interni e per esterni contiene polvere di silicio, dunque non presenta al suo interno gas nocivi alla salute e non ha sostanze tossiche, a differenza delle fluorescenti e delle lampade a scarica (alogenuri metallici e vapori di sodio).
Inoltre, l’illuminazione a LED non prevede emissioni di raggi U.V. (ultravioletto) che in via generale sono dannosi per l’uomo per lunghe esposizioni nel tempo. Zero sono anche le emissioni di raggi I.R. (radiazione infrarossa), dannosi agli occhi per esposizioni dirette.
Queste particolari emissioni risultano, inoltre, particolarmente dannose anche per il commercio del tessile e del pellame, materiali questi molto sensibili ai raggi U.V. Perdita di brillantezza dei colori e sclerotizzazione dei materiali, in particolare quelli naturali e quindi più pregiati, sono spesso l’inevitabile conseguenza di una lunga esposizione alla luce artificiale: un motivo in più per utilizzare i Led nell’illuminazione pubblica e nei locali commerciali.

I LED non emettono luce calda

L’illuminazione a LED genera calore ma questi dispositivi sono in grado di mantenerlo al loro interno. Infatti, l’involucro è in grado di controllare il calore generato e di smaltirlo verso dissipatori esterni. La potenza utilizzata viene in questo modo impiegata al meglio per l’illuminazione, ottimizzando l’efficienza.
La temperatura media raramente è superiore a 50°. Proprio per questo motivo i LED possono essere tranquillamente installati a contatto con legno, plastica, e tutti quei materiali che temono l’eccessivo calore.
Inoltre, può rivelarsi particolarmente notevole il risparmio nel climatizzare un ambiente molto illuminato: infatti una lampada ad incandescenza o alogena produce una notevole quantità di calore disperso nell’ambiente e normalmente, quando si eseguono dei calcoli per la progettazione di un impianto di climatizzazione, viene considerata come una fonte di calore da abbattere di circa 75 W. L’equivalente fonte di luce, ma a LED, viene valutata con margine ridondante a circa 15 W .

Assenza di manutenzione

I costi di manutenzione degli apparati di illuminazione a LED esterni ed interni sono stimati nell’ordine di un centesimo rispetto agli impianti al sodio attualmente in uso. Dunque si tratta di un costo di manutenzione praticamente nullo.

Compatibilità con tutti gli attacchi

Infine, risulta preferibile scegliere l’illuminazione a LED dal momento che questa non comporta nessun tipo di lavoro all’interno della propria abitazione. Infatti, le tipologie di LED in commercio sono compatibili con dimensioni / attacchi / tensioni di alimentazione esistenti. L’unica cosa da fare, quindi, è svitare ed avvitare, sfilare ed infilare al posto delle altre lampade.

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