Passaporto sanitario per i viaggi: di cosa si tratta e come funziona?

Passaporto sanitario per i viaggi: di cosa si tratta e come funziona?

Con il turismo in crisi, molti operatori del settore sono tornati a parlare di passaporto sanitario come una soluzione attuabile per far ripartire i viaggi ed i viaggiatori e, quindi, l’intero comparto turistico.

L’idea di un passaporto sanitario, infatti, era già stata proposta in estate ma poi, con l’allentamento delle restrizioni e le persone che ritornavano a viaggiare abbandonando i timori, di questa soluzione non se v’è più parlato.
Adesso, però, si sta tornando a parlare di questa soluzione in vista delle vacanze invernali.

Come funziona il passaporto sanitario

Dal momento che c’è stata una massiccia diminuzione dei viaggi aerei internazionali a causa dell’emergenza Coronavirus, le maggiori compagnie aeree (le più colpite dalla crisi) stanno pensando ad una soluzione valida e concreta per far sì che il settore possa in qualche modo risollevarsi. Da qui l’idea di organizzare dei veri e propri voli “Covid free”, con test e tamponi prima della partenza che assicurino a chi parte che ogni passeggero a bordo non sia contagiato.
Vi sono alcune compagnie aeree come Emirates, Etihad e United stanno già iniziando, mentre la JetBlue ha annunciato che permetterà ai propri viaggiatori di acquistare – insieme al biglietto – un test che sarà possibile effettuare a casa prima di andare in aeroporto.

La novità di cui molti stanno parlando negli ultimi giorni, però, riguarda la sperimentazione di un nuovo passaporto sanitario: si chiama “CommonPass” ed è stato presentato al World Economic Forum in collaborazione con la Commons Project Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede in Svizzera, insieme ai rappresentanti di 37 paesi in sei continenti diversi. Si tratta di un pass digitale che certifica la negatività del passeggero al Covid e che, per prevenire i contagi, viene rilasciato ai viaggiatori prima di partire.

Per utilizzare CommonPass, i viaggiatori devono sottoporsi ad un tampone presso un laboratorio certificato e, dopo di che, caricare i risultati sul proprio telefono cellulare. Quindi, una volta completati eventuali questionari di screening sanitari aggiuntivi, richiesti dal paese di destinazione, il CommonPass conferma l’idoneità del viaggiatore ai requisiti di ingresso del paese di destinazione e genera un codice QR, che può essere scansionato dal personale della compagnia aerea e dai funzionari di frontiera. Per gli utenti senza dispositivi mobili, in ogni caso, è possibile stampare il codice QR.

Quando arriverà in Italia?

In molti aeroporti sono stati già avviati i test di sperimentazione: Cathay Pacific Airlines effettuerà una prima prova presso l’aeroporto internazionale di Hong Kong e l’aeroporto internazionale di Singapore, utilizzando la tecnologia di test rapidi fornita dal laboratorio Prenetics di Hong Kong; United Airlines, la prima compagnia aerea a testare il passaporto sanitario negli Stati Uniti, lo utilizzerà sui voli tra l’aeroporto di Londra Heathrow e l’aeroporto internazionale di Newark Liberty. A Heathrow, inoltre, la compagnia aerea effettuerà anche tamponi alla partenza e all’atterraggio dei passeggeri.

In Italia, al momento, nessuna compagnia aerea ha dichiarato di star prendendo parte alla sperimentazione ma, come è stato detto, poiché alla stessa si aggiungeranno ulteriori compagnie aeree e rotte in Asia, Africa, Americhe, Europa e Medio Oriente, non è escludersi che il passaporto Covid diventi una realtà anche da noi.

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